La prescrizione dei reati alla luce delle norme varate per l'emergenza COVID-19 - di Francesco Botti




(A cura di Francesco Botti)


SOMMARIO: 1. Premessa. - 2.-L'art. 83 del d.l. n. 18/2020, come prorogato dall'art. 36 del d.l. n. 23/2020 e la sospensione della prescrizione. 3. La natura giuridica della prescrizione dei reati. 4. La sospensione ex art. 83 ed i principi di legalità, irretroattività e la successione delle leggi penali nel tempo. 5.- Spunti di riflessione e questioni aperte.


1. Premessa.

Fra le tante misure tese a contenere la grave emergenza epidemiologica dettata dal Covid-19, il Legislatore - con l'intento di evitare la diffusione dell'epidemia in luoghi particolarmente predisposti ad assembramenti (uffici giudiziari, aule d'udienza, cancellerie, etc.) - ha introdotto nell'ordinamento giuridico l'art. 83 del d.l. n. 18/2020, con il quale sono state dettate specifiche disposizioni riguardanti, fra l'altro, l'espletamento dei procedimenti e delle udienze penali. La norma in parola ha, infatti, disposto il rinvio d'ufficio delle udienze penali sino al 15 aprile 2020 (data prorogata sino all'11 maggio 2020 dall'art. 36 del d.l. n. 23/2020), nonché (co. 6 e 7 dell'art. 83) l'ulteriore possibilità – demandata ai capi degli uffici giudiziari – di disporre, per le udienze dal 12 maggio al 30 giugno 2020, un ulteriore rinvio a data successiva al 30 giugno 2020, fatte salve le eccezioni all'uopo indicate al comma 3 dell'art. 83 in parola. Il dibattito sulla tenuta delle recenti misure emergenziali rispetto ai dettati costituzionali è oltremodo attuale, così come – già prima della fase emergenziale – lo era quello sull'istituto della prescrizione dei reati in generale, da ultimo alimentato in seguito alla l. n. 3/2019.


2.- Le disposizioni sulla prescrizione dei reati alla luce dell'art. 83 del d.l. n. 18/2020, come prorogato dall'art. 36 del d.l. n. 23/2020 e la sospensione della prescrizione.

Dettate misure per il contenimento della diffusione epidemiologica in sede di giustizia ordinaria, una delle prime questione che si è posta al Legislatore dell'emergenza è stata quella di adottare apposite disposizioni in materia di prescrizione dei reati in conseguenza dei rinvii delle udienze, oltre che del prudente contenimento delle altre attività procedimentali. Ed infatti, previsto (co. 1) il rinvio d'ufficio delle udienze penali, disciplinate talune eccezioni appositamente indicate al comma 3, nel comma 4 si è espressamente statuito che “nei procedimenti penali in cui opera la sospensione dei termini ai sensi del comma 2 sono altresì sospesi, per lo stesso periodo, il corso della prescrizione e i termini di cui agli articoli 303 e 308 del codice di procedura penale”. Conseguentemente, anche per i procedimenti penali eventualmente rinviati ai sensi e per gli effetti di cui al citato co. 7, l'art. 83, co. 9, del citato d.l., ha - parimenti - stabilito che “il corso della prescrizione e i termini di cui agli articoli 303, 308 309, comma 9, 311, commi 5 e 5-bis, e 324, comma 7, del codice di procedura penale e agli articoli 24, comma 2, e 27, comma 6, del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159 rimangono sospesi per il tempo in cui il procedimento è rinviato ai sensi del comma 7, lettera g), e, in ogni caso, non oltre il 30 giugno 2020”. Dunque - facendo ricorso all'istituto della sospensione, codicisticamente disciplinato dall'art. 159 c.p. - si è introdotta una nuova causa di sospensione della prescrizione dei reati.


3.- La natura giuridica della prescrizione dei reati.