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COVID-19: L’epidemiologia dell’Economia

(A cura del Tenente Italo Iafanti)






Pensiamo al cosiddetto “Butterfly Effect”, per il quale un piccolo disturbo, come una farfalla che sbatte le ali in Cina, può essere reso esponenziale e causare un uragano negli Stati Uniti. Ciò potrebbe apparentemente far pensare che tutto, dunque, è lasciato al caso e/o al caos. Invece le previsioni meteo sono state migliorate negli anni sempre più, attraverso una analitica e costante raccolta di dati. Anche se non conosciamo le leggi dello sviluppo economico nello stesso modo in cui conosciamo le leggi che governano l’atmosfera, l’effetto farfalla sembra applicarsi all’economia. Ad esempio il fallimento di alcuni mutui subprime in una regione degli Stati Uniti ha portato a una recessione economica mondiale.1In Italia il COVID-19 ha esercitato il suo effetto vorticoso sull’economia a partire dal mese di Febbraio 2020. Analizziamo alcuni dati e facciamo uno step-back al 28 Febbraio 2020. Le prospettive economiche internazionali sottovalutano i rischi dell’evoluzione dell’emergenza sanitaria in corso. L’economia italiana si affaccia a questa fase di forte instabilità con livelli di attività che hanno rivelato segni di flessione già nell’ultimo trimestre del 2019. Parallelamente il prodotto interno lordo ha registrato una variazione negativa pari allo 0,3%. Intanto, l’inflazione complessiva ha manifestato un nuovo rallentamento, legato per lo più ai movimenti delle componenti volatili. Possiamo sicuramente affermare che gli indici di febbraio, non incorporano ancora del tutto le reazioni alla piena manifestazione del contagio di Covid-19. L'occupazione si mantiene sui livelli dei mesi precedenti con un aumento significativo dei dipendenti permanenti. Questo dato appena citato, se da un lato rappresenta un indice positivo per “l’economia stabile”, dall’altro sarà uno dei peggiori Down-sides della crisi nei mesi successivi. Per quanto riguarda le imprese, il calo della fiducia ha riguardato tutti i settori con l’eccezione del commercio al dettaglio. Sul piano Europeo L´interim Economic Outlook (OCSE) aggiorna solo i dati sul Pil, senza riportare altri indicatori e non fornisce capitoli specifici sui singoli Paesi, ma analizza il quadro globale. Il rapporto piú recente segnala un diffuso rallentamento dell'economia globale che colpisce in modo particolare l'Europa. Le revisioni al ribasso riguardano, comunque, quasi tutti i Paesi del G20.Siamo a Marzo 2020, le forti misure di contenimento del COVID-19 adottate dai vari governi, stanno causando un lock-down generale, che coinvolge sia la domanda sia l’offerta. Lo scenario generale è ormai dominato dalle politiche di emergenza sanitaria. Inizialmente l’evoluzione così rapida della pandemia rende difficile rimarcare gli effetti sull’economia reale. Il primo impatto economico tangibile in Italia, che ha segnato una forte e diffusa flessione, proviene dal clima di sfiducia di famiglie e imprese. I provvedimenti di contenimento della ormai già conclamata pandemia, costringono alla chiusura la maggior parte delle piccole e medie imprese. Le piccole e medie imprese, cioè le aziende con meno di 250 dipendenti, sono la spina dorsale dell'economia italiana: tale categoria rappresenta infatti il 99,9% delle imprese della penisola, l'80% dell'occupazione e il 67% del valore aggiunto. Ciò avrà forti conseguenze non solo a stretto giro sull’economia liquida, ma anche sulle incombenze fiscali a fronte delle quali nei mesi di febbraio e marzo non vi sono state entrate. Il commercio è stato fortemente influenzato dal calo delle esportazioni verso la Cina, mentre le vendite al dettaglio hanno mostrato un deciso aumento trainato dagli acquisti di beni alimentari, dettato dalla c.d. “corsa agli approvvigionamenti”. L’inflazione si è approssimata allo zero a causa dei ribassi delle quotazioni dei beni energetici collegati al crollo del prezzo del petrolio.2Un segnale forte e concreto è stato dato dal decreto “Cura Italia”, DL 17 marzo 2020, n. 18 che interviene con provvedimenti su quattro fronti principali e altre misure settoriali: 1) finanziamento e altre misure per il potenziamento del Sistema sanitario nazionale, della Protezione civile e degli altri soggetti pubblici impegnati sul fronte dell’emergenza; 2) sostegno all’occupazione e ai lavoratori per la difesa del lavoro e del reddito; 3) supporto al credito per famiglie e micro, piccole e medie imprese, tramite il sistema bancario e l’utilizzo del fondo centrale di garanzia; 4) sospensione degli obblighi di versamento per tributi e contributi nonché di altri adempimenti fiscali ed incentivi fiscali per la sanificazione dei luoghi di lavoro e premi ai dipendenti che restano in servizio.I succitati provvedimenti vanno ad aggiungersi a quelli già adottati dal Governo per evitare che l’attuale crisi delle attività economiche causata dalla pandemia, produca effetti permanenti, come la scomparsa definitiva di imprese nei settori più sensibili (piccole e medie imprese). Con i precedenti interventi, sono stati sospesi adempimenti tributari e pagamenti di contributi e mutui per gli abitanti della ex “zona rossa”, sono stati aperti gli ammortizzatori sociali a soggetti che in condizioni ordinarie non ne beneficiano, sono state potenziate le modalità di lavoro a distanza ed è stato garantito sostegno al settore del turismo.Tra le principali misure per potenziare la capacità di intervento del Sistema sanitario, della Protezione civile e degli altri soggetti pubblici impegnati a fronteggiare l’emergenza sanitaria, vengono individuate le coperture per le 20.000 assunzioni già deliberate per il Sistema sanitario nazionale. Il Fondo emergenze nazionali viene incrementato complessivamente di 1,65 miliardi, lo stanziamento di risorse per gli straordinari del personale sanitario viene incrementato di 150 milioni di euro per il 2020 e viene previsto che i Prefetti potranno disporre la requisizione di alberghi o altri immobili aventi analoghe caratteristiche per ospitarvi le persone in sorveglianza sanitaria.Per quanto concerne il sostegno ai lavoratori ed alle aziende, tra le principali misure abbiamo la cassa integrazione in deroga che viene estesa all’intero territorio nazionale, a tutti i dipendenti. I datori di lavoro, comprese le aziende con meno di 5 dipendenti, che sospendono o riducono l’attività a seguito dell’emergenza epidemiologica, possono ricorrere alla cassa integrazione guadagni in deroga con la nuova causale “COVID-19” per la durata massima di 9 settimane. Tale possibilità viene estesa anche alle imprese che già beneficiano della cassa integrazione straordinaria. La possibilità di accesso all’assegno ordinario con causale “emergenza COVID-19” è estesa anche ai lavoratori dipendenti presso datori di lavoro iscritti al Fondo di integrazione salariale (FIS) che occupano mediamente più di 5 dipendenti. Viene riconosciuto un indennizzo di 600 euro, su base mensile, non tassabile, per i lavoratori autonomi e le partite IVA. L’indennizzo va ad una platea di quasi 5 milioni di persone: professionisti non iscritti agli ordini, co.co.co. in gestione separata, artigiani, commercianti, coltivatori diretti, coloni e mezzadri, stagionali dei settori del turismo e degli stabilimenti termali, lavoratori del settore spettacolo, lavoratori agricoli. É istituito un Fondo per il reddito di ultima istanza con una dotazione di 300 milioni di euro per coprire tutti gli esclusi dall’indennizzo di 600 euro, compresi i professionisti iscritti agli ordini. A sostegno dei genitori lavoratori, a seguito della sospensione del servizio scolastico, è prevista la possibilità di usufruire, per i figli di età non superiore ai 12 anni o con disabilità in situazione di gravità accertata, del congedo parentale per 15 giorni aggiuntivi al 50% del trattamento retributivo. In alternativa, è prevista l’assegnazione di un bonus per l’acquisto di servizi di baby-sitting nel limite di 600 euro, aumentato a 1.000 euro per il personale del Servizio sanitario nazionale e le Forze dell’ordine.Per quanto concerne il sostegno di famiglie e imprese per evitare carenza di liquidità sono stati previsti numerosi interventi, anche attraverso la collaborazione con il sistema bancario. Una moratoria dei finanziamenti a micro, piccole e medie imprese ed il potenziamento del fondo centrale di garanzia per le piccole e medie imprese, anche per la rinegoziazione dei prestiti e