La Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC) è organismo di diritto pubblico?

Aggiornamento: 16 feb 2021



Corte di giustizia dell’Unione Europea, IV sezione, 3.2.2021

(cause riunite C-155/19 e C-156/19)


In seguito all’avvio di procedura negoziata organizzata dalla FIGC ai fini dell’affidamento dei servizi di facchinaggio al seguito delle squadre nazionali di calcio e presso il magazzino della FIGC in Roma per una durata di tre anni, a cui è stata invitata l’impresa D.V., la Federazione aggiudicava l’appalto ad altra impresa C.. A questo punto, la D.V. contestava dinanzi al Tribunale amministrativo regionale per il Lazio le modalità di svolgimento di detta procedura, sostenendo che la FIGC doveva essere considerata come un organismo di diritto pubblico ai sensi dell’articolo 3, comma 1, lettera d), del Codice dei contratti pubblici e avrebbe dunque dovuto rispettare le regole di pubblicità previste da tale codice.

Il T.a.r. accoglieva il ricorso e annullava l’aggiudicazione a favore della C..

Adìto il Consiglio di Stato, per la riforma della sentenza resa dal Giudice di primo grado, il Consesso decideva di sospendere il processo e di sottoporre alla CGUE le seguenti questioni pregiudiziali: «1) a) Se sulla base delle caratteristiche della normativa interna relativa all’ordinamento sportivo la [FIGC] sia qualificabile come organismo di diritto pubblico, in quanto istituito per soddisfare specificatamente esigenze di interesse generale, aventi carattere non industriale o commerciale; b) se in particolare ricorra il requisito teleologico dell’organismo nei confronti della [FIGC] pur in assenza di un formale atto istitutivo di una pubblica amministrazione e malgrado la sua base associativa, in ragione del suo inserimento in un ordinamento di settore (sportivo) organizzato; secondo modelli di stampo pubblicistico e del vincolo al rispetto dei principi e delle regole elaborate dal [CONI] e dagli organismi sportivi internazionali, attraverso il riconoscimento a fini sportivi dell’ente pubblico nazionale; c) se inoltre tale requisito possa configurarsi nei confronti di una Federazione sportiva quale la [FIGC], dotata di capacità di autofinanziamento, rispetto ad un’attività non a valenza pubblicistica quale quella oggetto di causa, o se invece debba considerarsi prevalente l’esigenza di assicurare in ogni caso l’applicazione delle norme di evidenza pubblica nell’affidamento a terzi di qualsiasi tipologia di contratto di tale ente. 2) a) Se sulla base dei rapporti giuridici tra il CONI e la FIGC (...) il primo disponga nei confronti della seconda di un’influenza dominante alla luce dei poteri legali di riconoscimento ai fini sportivi della società, di approvazione dei bilanci annuali e di vigilanza sulla gestione e il corretto funzionamento degli organi e di commissariamento dell’ente; b) se per contro tali poteri non siano sufficienti a configurare il requisito dell’influenza pubblica dominante propria dell’organismo di diritto pubblico, in ragione della qualificata partecipazione dei presidenti e dei rappresentanti delle Federazioni sportive negli organi fondamentali del [CONI]».

Con decisione del 3 Febbraio 2021 la Corte di Giustizia dell’UE si è pronunciata sul rinvio pregiudiziale operato dal C.d.S. con le ordinanze del 17.1.2019, osservando quanto segue.