Volo cancellato? Il diritto di scelta del rimborso in luogo del voucher sostitutivo - Ilaria Romano



“Quando si ritornerà a volare?”. La domanda desta curiosità, cela nostalgia per cieli un tempo molto più segnati dalle scie degli aerei, e stimola un’ulteriore riflessione: “che ne sarà della prenotazione per quel volo estivo, ormai cancellato?”.

L’ENAC (Ente Nazionale per l’Aviazione Civile) ha prontamente pubblicato sul proprio sito le linee guida, che verranno adottate a partire dal 2 giugno p.v. negli aeroporti italiani, contenenti esternazioni rassicuranti per la salute di passeggeri e operatori. Ivi infatti si legge: “il trasporto aereo risulta essere la modalità di trasporto in cui l’identificazione del passeggero è certa in quanto viene assegnato nominalmente il posto in aereo e, conseguentemente, nella malaugurata ipotesi di riscontro di una situazione anomala è, immediatamente, possibile accertarne i contatti per intraprendere un’azione di isolamento, al fine di evitare la possibile propagazione della contaminazione. Queste considerazioni permettono di comprendere che, sulla base di misure di contenimento adottate in coerenza con il principio di precauzione proprio del trasporto aereo, è possibile elaborare delle Linee Guida che, se rispettate e ben applicate, tendono ad evitare la  contaminazione  in  ambito infrastrutturale.”. (1)

Ma, a fronte delle dichiarazioni rasserenanti circa la ripartenza del settore aereo, restano in capo ai viaggiatori le preoccupazioni circa la possibilità di ottenere un rimborso per quei voli già prenotati e che - a causa dell’emergenza sanitaria -  siano stati cancellati.

La cancellazione - che si verifica quando un volo, originariamente previsto dalla compagnia e sul quale sia stato prenotato almeno un posto, non viene più effettuato - è regolamentata da normativa eurounitaria (Reg. CE 261/2004, art. 5), che prevede altresì specifiche tutele nei confronti dei passeggeri. 

Il viaggiatore cui sia cancellato il volo, infatti, può scegliere tra diverse opzioni: ottenere il rimborso del prezzo del biglietto; essere imbarcato su un volo alternativo (il prima possibile o in una data successiva più conveniente). A queste possibilità si aggiunge oggi quella di ottenere un voucher, da utilizzare per una o più prenotazioni fino al raggiungimento dell’importo dell’originaria tratta. 

Ora, l’art. 28 del d.l. n. 9 del 2 marzo 2020 prevedeva “disposizioni straordinarie in materia di rimborso dei titoli di viaggio e di pacchetti turistici”, individuando le situazioni di impossibilità sopravvenuta della prestazione (ex art. 1463 c.c.), al verificarsi delle quali l’organizzatore del viaggio (compagnia di trasporto o operatore turistico) potesse offrire al viaggiatore che esercitava il diritto di recesso, in alternativa al rimborso, un voucher da utilizzare entro un anno dalla sua emissione.

Tale disposizione è stata abrogata dall’art. 1 c. 2 l. n. 27 del 24 aprile 2020, che ha altresì introdotto l’art. 88 bis nel d.l. n. 18/2020. Quest’ultima norma, rubricata “Rimborso di titoli di viaggio, di soggiorno e di pacchetti turistici”, ribadisce la possibilità dell’emissione di un voucher, affermando esplicitamente che “Ai sensi e per gli effetti dell’art. 1463 del codice civile, ricorre la sopravvenuta impossibili