• Remo Trezza

INTERESSE DEL P.M. AD IMPUGNARE PER INCOMPETENZA DEL GIUDICE (Cass., S.U., n. 19214/2020)

#2020_UN_ANNO_DI_SENTENZE

di seguito uno stralcio della pronuncia

(a cura di Pamela D'Oria)

"Sussiste l'interesse del pubblico ministero ad impugnare il provvedimento con il quale il tribunale del riesame, rilevata l'incompetenza del giudice per le indagini preliminari, annulli, per carenza delle condizioni di applicabilità, l'ordinanza con cui quello stesso giudice ha disposto la misura cautelare della custodia in carcere, se l'impugnazione è funzionale a garantire il tempestivo intervento del giudice competente".


“1. La questione di diritto per la quale il ricorso è stato rimesso alle Sezioni Unite è la seguente: "Se, e a quali condizioni, sia impugnabile, da parte del pubblico ministero, l'ordinanza con la quale il tribunale del riesame abbia dichiarato l'incompetenza per territorio del giudice per le indagini preliminari che ha disposto la misura cautelare impugnata e, esclusa la ricorrenza dei presupposti per il mantenimento temporaneo dell'efficacia della stessa per ragioni di urgenza, abbia altresì annullato la relativa ordinanza applicativa".

8. […] Quesito che necessita […] di essere perimetrato alla impugnabilità della decisione di annullamento dell'ordinanza applicativa di una misura cautelare adottata dal giudice del riesame che abbia contestualmente rilevato l'incompetenza di quello che ha emesso il provvedimento genetico.

9. […] è […] necessario ricomporre la […] frattura esistente da diverso tempo nella giurisprudenza della Corte in ordine all'estensione dei poteri attribuiti al giudice dell'impugnazione cautelare che dichiara l'incompetenza.

9.1. […] il Collegio è dell'opinione che la risposta corretta […] sia quella fornita dalle pronunzie che, attraverso un'interpretazione sistematica dell'art. 291 c.p.p., comma 2, riconoscono […] al giudice dell'impugnazione cautelare che rilevi l'incompetenza anche il potere di annullare o riformare l'ordinanza genetica.

9.2. Invero […] le Sezioni Unite hanno opportunamente ricordato come il giudice del riesame sia investito, ai sensi dell'art. 309 c.p.p., comma 9, dei medesimi poteri cognitivi riconosciuti a quello che ha emesso il provvedimento genetico. […].

Sostenere […] che il giudice del riesame, una volta rilevata l'incompetenza, dovrebbe limitarsi a disporre la trasmissione degli atti ai sensi dell'art. 27 c.p.p., senza svolgere la richiesta verifica sulla sussistenza dei presupposti per l'applicazione della misura, significa […] sottrarre al soggetto cautelato ogni possibilità di contraddittorio in costanza della limitazione della sua libertà personale ed affermare la sostanziale insindacabilità nel merito del provvedimento genetico. […]

9.3. Peraltro la negazione del potere del giudice dell'impugnazione di valutare ed eventualmente escludere la sussistenza dei presupposti per l'applicazione della misura viene giustificata sulla base di argomenti non condivisibili.

In tal senso viene anzitutto evocata l'impossibilità per il giudice incompetente di decidere il merito della regiudicanda quale precipitato del principio di rango costituzionale del giudice naturale, al cui cospetto il disposto di cui all'art. 309 c.p.p., comma 9, dovrebbe essere in definitiva neutralizzato. Ma è, questa, obiezione che si rivela fondata su di un ragionamento meramente circolare, assumendo ciò che deve essere invece dimostrato e cioè che la deroga espressamente prevista in tal senso dall'art. 291 c.p.p., comma 2, non si applichi, nell'intenzione del legislatore, anche al giudice dell'impugnazione.

9.4. In secondo luogo, viene opposta la natura eccezionale di tale ultima disposizione e, dunque, l'impossibilità di fornirne interpretazioni analogiche o anche solo estensive, atteso che inequivocabilmente il testo della norma farebbe riferimento al giudice che dispone la misura e contestualmente si dichiara incompetente, attribuendo esclusivamente a quest'ultimo il dovere di verificare la sussistenza dei presupposti per l'applicazione della misura cautelare.

Non è dubbio che il dato testuale dell'art. 291, comma 2 si presti ad una lettura in tal senso, ma dalla stessa discendono […] aporie che rischiano di compromettere la stessa compatibilità della norma con i principi costituzionali […]

Ma che l'interpretazione proposta dall'orientamento qui censurato non sia l'unica possibile del dato normativo lo si ricava proprio dal suo contenuto, se compiutamente considerato. Al giudice incompetente, l'art. 291, comma 2, consente, infatti, di applicare la misura esclusivamente in ragione della comprovata urgenza delle esigenze cautelari di cui all'art. 274 c.p.p. […]

Lo stesso tenore letterale dell'art. 291, comma 2 evidenzia cioè l'esistenza di un inscindibile collegamento tra le due disposizioni ed in particolare tra l'efficacia interinale della misura e la verifica del presupposto dell'urgenza, che la legittima. Negare, dunque, che tale disposizione trovi applicazione anche qualora l'incompetenza venga rilevata da un giudice diverso da quello che ha applicato la misura si pone in contraddizione con la stessa volontà legislativa […]

Né è