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L’ingerenza legislativa non prevedibile viola il diritto a un equo processo


@ Image credits: Council of Europe



OSSERVATORIO CORTE EUROPEA DEI DIRITTI DELL'UOMO



(A cura di Emanuele Sylos Labini)



Nell'ottica di sviluppare un contenuto che possa essere di ausilio per studiosi e professionisti, a partire dal mese di ottobre 2020, verrà pubblicato con cadenza regolare l'Osservatorio sulla giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell'uomo, la cui influenza diretta sugli orientamenti degli ordinamenti nazionali pare destinata sempre più ad aumentare.

La rubrica contiene una rassegna di stralci di pronunce accuratamente selezionate secondo la rilevanza delle questioni trattate, corredate da un breve riferimento alla massima, nonché all'indicazione dell'articolo della Convenzione violato.

Per i casi che non riguardano il nostro ordinamento, in assenza di una traduzione ufficiale in lingua italiana, si è preferito procedere ad un breve riassunto della quaestio in analisi, a cui segue il riferimento diretto al link ove è presente la pronuncia in lingua inglese.



L’ingerenza legislativa non prevedibile viola il diritto a un equo processo.


Corte EDU, 9 luglio 2020, Ricorso n. 6561/10, Avellone e altri c. Italia

(traduzione a cura del Ministero della Giustizia)


Massima

Viola l’art. 6 CEDU la norma di interpretazione autentica con applicazione retroattiva che, diversa dalle soluzioni giurisprudenziali fino ad allora sostenute, influenzi la determinazione giudiziaria di una controversia pendente.


Caso

«1. I ricorrenti hanno lamentato che l’articolo 6 della Legge 15 aprile 1985 n. 140 (“Legge n. 140/1985”), come interpretata dalla Legge 24 dicembre 2007 n. 244 (“Legge n. 244/2007”), aveva costituito un’ingerenza legislativa in procedimenti in corso, in violazione del loro diritto a un equo processo ai sensi dell’articolo 6 della Convenzione.[…] 44. Nei loro ricorsi i ricorrenti hanno sostenuto che promulgando la Legge n. 244/2007, il Governo aveva compiuto un’ingerenza a favore di una parte di un procedimento in corso. La Legge n. 244/2007 aveva difatti introdotto un’interpretazione delle pertinenti disposizioni giuridiche che era diametralmente opposta al significato attribuito alle stesse dalla giurisprudenza consolidata dei tribunali interni, in particolare successivamente alla sentenza n. 14285/2005 pronunciata dalla Corte di Cassazione (si veda il paragrafo 16 supra).

[…] 47. La Corte ha ripetutamente ritenuto che benché non sia proibito al legislatore di regolamentare, mediante nuove disposizioni retroattive, diritti derivanti da leggi in vigore, il principio dello Stato di diritto e la nozione di equo processo sancita dall’articolo 6 preclude, salvo che per motivi imperativi di interesse generale, l’ingerenza del legislatore nell’amministrazione della giustizia finalizzata a influenzare la determinazione giudiziaria di una controversia (si vedano, tra numerosi altri precedenti, Zielinski e Pradal e Gonzalez e altri c. Francia [GC], nn. 24846/94 e altri 9, § 57, CEDU 1999 VII, e Stefanetti e altri c. Italia, sopra citata, § 38).

48. La Corte non è persuasa dei rilievi presentati dal Governo secondo cui le controversie non sono state decise sulla base della legge di interpretazione autentica. Mentre è vero che nelle sentenze menzionate dal Govern