• SGS - Redazione

La legge "modificativa", nelle more del procedimento, viola il diritto a un equo processo


@ Image credits: Council of Europe



OSSERVATORIO CORTE EUROPEA DEI DIRITTI DELL'UOMO

A cura di Emanuele Sylos Labini

Nell'ottica di sviluppare un contenuto che possa essere di ausilio per studiosi e professionisti, a partire dal mese di ottobre 2020, verrà pubblicato con cadenza regolare l'Osservatorio sulla giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell'uomo, la cui influenza diretta sugli orientamenti degli ordinamenti nazionali pare destinata sempre più ad aumentare.

La rubrica contiene una rassegna di stralci di pronunce accuratamente selezionate secondo la rilevanza delle questioni trattate, corredate da un breve riferimento alla massima, nonché all'indicazione dell'articolo della Convenzione violato.

Per i casi che non riguardano il nostro ordinamento, in assenza di una traduzione ufficiale in lingua italiana, si è preferito procedere ad un breve riassunto della quaestio in analisi, a cui segue il riferimento diretto al link ove è presente la pronuncia in lingua inglese.




La legge "modificativa", nelle more del procedimento, viola il diritto a un equo processo.



Corte EDU, 3 settembre 2020, ricorso n. 3497/09, Facchinetti c. Italia.

(Traduzione a cura del Ministero della Giustizia)

Massima

L’entrata in vigore della legge n. 296 del 2006, modificativa dell’orientamento giurisprudenziale consolidato in materia di contributi pensionistici, integra violazione dell’art. 6 CEDU.

Caso

“4. Nel luglio del 1999 il defunto marito della ricorrente […] che aveva trasferito in Italia i contributi pensionistici che aveva versato in Svizzera, presentò una domanda all’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale (“INPS”) affinché riliquidasse la sua pensione, in conformità alla Convenzione italo-svizzera in materia di sicurezza sociale del 1962 […], sulla base dei contributi che aveva versato in Svizzera per il lavoro ivi svolto per diversi anni. Come base per la liquidazione della sua pensione […], l’INPS utilizzò una retribuzione teorica invece della retribuzione effettiva. Tale criterio comportò una riparametrazione sulla base dell’aliquota contr