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Ladri a casa Davigo - di Andrea R. Castaldo





Dunque, dalla non commentabile frase di Davigo in TV (più o meno: “Se invito a casa il mio vicino di casa e lo vedo uscire con la mia argenteria nelle tasche, non devo aspettare la sentenza della Cassazione per non invitarlo di nuovo”) abbiamo imparato, nell’ordine, che: Davigo è aduso a incontri di prossimità (ormai possibili nella Fase 2), che possiede argenteria (si immagina di valore), che i suoi vicini sono tipi poco raccomandabili, che però gli stessi sono maldestri (perbacco, occorre maggiore destrezza!), che deve trattarsi di oggetti piccoli (posate, benemerenze?), altrimenti non celabili, che – infine – Davigo ha superpoteri (ma non avevamo dubbi), poiché riesce a vedere l’argenteria nascosta nelle tasche.

Ci permettiamo un modesto suggerimento: o cambiare amici, o cambiare frase, già ascoltata plurime volte (una recidiva aggravata infraquinquennale, per dirla sempre alla Davigo).



L'editoriale a cura di Avv. Prof. Andrea R. Castaldo

Ordinario di Diritto Penale - Università degli studi di Salerno

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