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Il CdM ha approvato lo schema del Decreto-Legge “Cura Italia”

(A cura di Davide Fricchione)



In occasione del Consiglio dei Ministri del 16 marzo, il Governo Conte ha approvato il DL “Cura-Italia”, recante nuove ed urgenti misure atte a garantire il sostegno socio-economico-finanziario alla popolazione italiana nonché a fronteggiare e contenere la diffusione del cd. coronavirus.

“Il governo è vicino alle imprese, ai commercianti, ai liberi professionisti, alle famiglie, ai nonni, alle mamme e ai papà che stanno sacrificandosi per il bene collettivo” - ha esordito in conferenza stampa il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte assieme al Ministro dell'Economia Roberto Gualtieri e alla Ministra del Lavoro Nunzia Catalfo.

In sintesi, il decreto stanzia tre miliardi e mezzo alla Sanità e oltre dieci miliardi per la tutela del lavoro, "affinché nessuno perda il posto", ribadisce Gualtieri, che annuncia un nuovo decreto in aprile, al fine di rafforzare ulteriormente i provvedimenti in materia economica e lavorativa.

Tra i settori interessati dalla manovra di governo, terziario e lavoratori autonomi che, titolari di partita iva attiva alla data del 23 febbraio 2020, titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa attivi alla medesima data e, iscritti alla Gestione separata non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie nonché agli operai agricoli a tempo determinato e ai lavoratori dello spettacolo, sarà riconosciuta un’indennità una tantumpari a 500 euro.

Discutibile, peraltro ad avviso dei più all’opposizione dell’Esecutivo, il tenore del provvedimento legislativo in quanto pressoché confuso e tendenzialmente orientato in favore delle esigenze della maggioranza di Governo.

Avuto riguardo al settore merceologico dei “Servizi legali”, apprezzabile lo sforzo di determinare una proroga dei termini processuali delle cause già iscritte a ruolo – fronte Giustizia – e di consentire il differimento dei termini di versamento delle prestazioni previdenziali per gli iscritti al fondo privato gestito da Cassa Forense. Tuttavia, sarebbe stato quantomeno auspicabile un intervento maggiormente incisivo che avesse in conto la difficoltà oggettiva del ceto forense a far fronte agli oneri contributi/fiscali/previdenziali di scadenza nel medio-lungo tempo, essendo impossibilitati materialmente nell’incassare proventi nei prossimi mesi di impasse, stando alle previsioni tutt’altro che rassicuranti circa il rientro dall’emergenza Covid-19.

Si attende la pubblicazione del Decreto in Gazzetta Ufficiale ed, inoltre, ulteriori provvedimenti ad ampio raggio al fine di garantire altre forme di tutela per le categorie più colpite dall’emergenza economico-finanziaria, costituenti, in termini percentili, la quota-parte maggioritaria del PIL su scala nazionale.

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